ePrivacy and GPDR Cookie Consent by TermsFeed Generator

Impegnati per una vita più sana

Cerca
Close this search box.

Dermatite e allergia al nichel

Contenuti

La dermatite e l’allergia al nichel possono avere un impatto significativo sulla qualità della vita ed è sempre più frequente e diffusa nella popolazione

La dermatite causata dal nichel colpisce una percentuale significativa della popolazione. In Italia, si stima che circa il 10% delle donne ne sia affetto, principalmente a causa del contatto con bigiotteria contenente nichel. Il nichel, infatti, è infatti presente negli indumenti, nella bigiotteria (orecchini, bracciali, anelli) ma anche negli alimenti.

Con un approccio informato e personalizzato, è possibile convivere con l’allergia al nichel e mantenere una buona salute cutanea.

Se desideri conoscere meglio la dermatite e l’intolleranza al nichel, continua con la lettura di questo articolo.

Il nichel e la dermatite da contatto: un problema diffuso

Fra i metalli, il nichel è senza dubbio l’elemento chimico che causa la maggior incidenza di dermatite da contatto,

Negli anni questa condizione non si riduce ma è sempre più presente nella popolazione a causa della presenza ubiquitaria di questo metallo. I lavoratori maggiormente esposti non sono solo i nichel-placcatori ma anche professionisti come i parrucchieri (possono sviluppare allergia alle tinte dei capelli), gli addetti alle pulizie (i detersivi e saponi spesso contengono nichel), i cuochi (poiché il nichel è presente in tantissimi alimenti) i sarti (il nichel è presente in coloranti per tessuti e indumenti).

Il nichel è quindi presente in tantissimi oggetti e può essere assunto per via orale mangiando gli alimenti che lo contengono in grandi quantità.

Il nichel: una minaccia per la pelle

Il nichel causa la dermatite allergica da contatto (DAC).

La dermatite allergica da contatto (DAC) è un’infiammazione della pelle causata dal contatto con sostanze esterne e da fattori immunologici. Questo tipo di dermatite si sviluppa attraverso un meccanismo di sensibilizzazione ritardata, mediata dalle cellule del sistema immunitario.

In una prima fase, chiamata fase di sensibilizzazione, il nichel penetra nella pelle (nello specifico nell’epidermide) e viene “presentato” ad una popolazione di linfociti specifica, chiamati linfociti T, che diventano linfociti T di memoria.

Questa fase è piuttosto lunga e dura dai 5 ai 7 giorni. In questa fase non si verificano manifestazioni cliniche visibili (nessun segno apparente)

La seconda fase, chiamata fase effettiva, il contatto con il nichel attiva i linfociti T di memoria precedentemente stimolati, i quali si attivano rilasciando citochine e scatenando l’infiammazione cutanea tipica di questa fase.

Segni tipici dell’allergia al Nichel

I segni e sintomi dipendono dalla forma di dermatite e allergia al nichel, ma tutte le forme sono caratterizzate da prurito intenso, piccole protuberanze rosse, spesso con un aspetto simile a bolle o vesciche. In alcuni casi, possono formarsi vesciche piene di liquido che possono rompersi e creare croste.

Oltre alla dermatite da allergia al nichel possono essere presenti anche sintomi extra cutanei causati da una Sindrome Sistemica da Allergia al Nichel.

La SNAS è caratterizzata da sintomi gastrointestinali (gonfiore addominale, nausea, vomito) sintomi respiratori (rinite e asme).

Quando presente questa forma più grave è opportuno condurre una dieta a basso contenuto di nichel, presente in molti alimenti.

Il nichel negli alimenti: perché è presente

Il nichel è un metallo che può essere presente negli alimenti per diverse ragioni: contaminazione ambientale, trattamento dei prodotti alimentari o contaminazioni durante la cottura.

Contaminazione ambientale

Il nichel è presente nell’ambiente naturale e può contaminare il suolo, l’acqua e l’aria attraverso processi industriali, agricoli e naturali. Le piante possono assorbire il nichel dal suolo e accumulare nei loro tessuti.

Trattamento dei prodotti alimentari

Alcuni alimenti possono entrare in contatto con attrezzature o materiali che contengono nichel durante il processo di produzione, trasformazione o imballaggio. Ad esempio, le attrezzature in acciaio inossidabile possono rilasciare piccole quantità di nichel negli alimenti durante la lavorazione. Una modalità per evitare reazioni allergiche è verificare se nell’etichetta di questi prodotti è presente la dicitura “testato al nichel”, la quale garantisce sicurezza delle basse concentrazioni di nichel nel prodotto finale.

Contaminazione durante la cottura

Alcuni utensili da cucina, come pentole e padelle in acciaio inossidabile, possono rilasciare piccole quantità di nichel negli alimenti durante la cottura. Anche l’acqua utilizzata per la cottura può contenere tracce di nichel, specialmente se proveniente da tubazioni o serbatoi in acciaio.

Gli alimenti che contengono nichel

Tutte le categorie alimentari comprendono alimenti ad alto contenuto di nichel, che devono essere esclusi dalla dieta per evitare dermatite e sintomi da allergia al nichel. Vediamo quali sono

Verdure

Alcune verdure contengono alte concentrazioni di nichel e sono: Asparagi, Broccoli, Cappuccio, Carote, Cavolfiori, Cavolo Verza, Cime di Rapa, Cipolla, Funghi, Lattuga, Pomodoro, Porri, Rabarbaro, Sedano, Spinaci. Sarebbe meglio evitare quindi queste verdure per il contenuto di nichel e sostituirle con verdure che ne possiedono in minori quantità come: cetrioli, finocchi, indivia belga, iceberg, melanzane.

Pesce

Possono contenere nichel pesci come Cozze, Crostacei, Polpi, Seppie ,Ostriche, San Pietro, Platessa, Sogliola e Vongole. Chi ha l’allergia al nichel, quindi, dovrebbe selezionare pesci a ridotto contenuto di nichel come branzino, cernia, salmone, ricciola o rana pescatrice.

Frutta

Purtroppo, anche questa categoria di alimenti non è esente da contaminazioni e dalla presenza di nichel e quindi può causare una reazione allergica. La frutta contenente nichel ad alte concentrazioni è la seguente: albicocca, ananas, avocado, pere, fichi e prugne.

Legumi

Purtroppo, tutti i legumi contengono nichel ad alte concentrazioni (ceci, fagioli, lenticchie e piselli). Poiché i legumi sono una fonte importante di proteine e altri nutrienti nella dieta di molte persone, è importante valutare attentamente la situazione individuale prima di escludere questa categoria alimentare dalla dieta.

Diagnosi di allergia al nichel

La diagnosi dell’allergia al nichel richiede una visita medica durante la quale vengono esaminati i sintomi cutanei e l’esposizione al nichel viene valutata attentamente. Per confermare i sospetti l’esame per l’allergia al nichel è un test specifico chiamato patch test (test di ipersensibilità da contatto).

I patch vengono applicati per due giorni di fila, seguiti da un periodo di osservazione di altri due giorni. Questo tempo di esposizione consente al nichel di entrare in contatto con la pelle abbastanza a lungo da poter causare una reazione allergica. È essenziale avere un periodo totale di esposizione e di osservazione adeguato per garantire risultati precisi.

I patch vengono indossati per due giorni consecutivi, seguiti da un periodo di osservazione per altri due giorni. Questo permette al nichel di entrare in contatto con la pelle per un periodo sufficiente affinché si sviluppi una reazione allergica al nichel. Il tempo totale di esposizione e di osservazione è fondamentale per ottenere risultati accurati.

Dopo la rimozione dei patch, il medico valuta le aree in cui sono stati applicati per determinare se sono presenti segni di reazione allergica. È importante che il medico sia in grado di distinguere una reazione allergica da altre possibili irritazioni cutanee.

La presenza di una reazione cutanea nelle zone in cui sono stati applicati i patch contenenti nichel indica una sensibilità al nichel e conferma la diagnosi di allergia al nichel. In alcuni casi, possono essere presenti reazioni cutanee anche in altri punti, ad esempio se il paziente ha avuto contatto diretto con oggetti che rilasciano nichel. Questo aiuta a confermare ulteriormente la diagnosi.

Conclusione

In conclusione, la dermatite da contatto e l’allergia al nichel costituiscono una sfida rilevante per molte persone, soprattutto per quanto riguarda la gestione dell’esposizione attraverso l’alimentazione. Comprendere i sintomi, ottenere una diagnosi accurata e seguire un piano alimentare adeguato sono essenziali per prevenire reazioni allergiche e migliorare la qualità della vita.

È molto importante evitare una diagnosi “fai da te” ma consultare un dermatologo o allergologo è fondamentale per determinare il miglior approccio terapeutico e dietetico.

Consultare un dermatologo o un allergologo è fondamentale per determinare il miglior approccio terapeutico e dietetico. Conoscere gli alimenti ad alto contenuto di nichel e adottare una dieta a basso contenuto di nichel possono ridurre significativamente i sintomi di dermatite e allergie al nichel.

È importante ricordare che ogni individuo è unico e ciò che funziona per uno potrebbe non essere adatto per un altro. Pertanto, un monitoraggio costante e l’adattamento delle strategie alimentari e terapeutiche in base alle esigenze personali sono fondamentali per un trattamento efficace.

 


Riferimenti bibliografici

  • Jacob SE7, Goldenberg A, Pelletier JL, Fonacier L, Usatine R, Silverberg N. Nickel allergy and allergic contact dermatitis: a clinical review of immunology, epidemiology, exposure, and treatment. Dermatitis. 2018 29(1), 3-13.
  • Suneja T, Belsito DV. Dermatitis, contact, and protein allergy: clinical and histologic features. In Seminars in cutaneous medicine and surgery (Vol. 37, No. 4, pp. 201-208). 2018 NIH Public Access.
  • Jensen CS, Menné T, Lisby S, Kristiansen J, Veien N, Thyssen JP, Johansen JD. Experimental nickel contact allergy: human repeated open application test (ROAT) closely reflects patch test reactions and contact dermatitis. Contact Dermatitis, 64(6), 348-357. 2011
  • Amin S, Maibach HI. Nickel: Human health and environmental toxicology. Journal of Applied Toxicology. 2016 36(4), 385-395.