ePrivacy and GPDR Cookie Consent by TermsFeed Generator

Impegnati per una vita più sana

Cerca
Close this search box.

Dieta chetogenica: quando può essere utile per l’epilessia

Contenuti

L’epilessia non è una patologia rara, ma ne soffrono circa 50 milioni di persone al mondo mentre in Italia la patologia interessa circa 1 persona su 100. È un disturbo che influenza negativamente la qualità della vita delle persone affette, soprattutto se queste sono resistenti al trattamento farmacologico. La dieta chetogenica per l’epilessia non è una cura ma può essere efficace per ridurre la frequenza e l’intensità delle crisi epilettiche, soprattutto nei casi di epilessia farmacoresistente.

Perché una dieta per l’epilessia?

Oggi, la prima linea di trattamento dell’epilessia è rappresentata dalla terapia farmacologica, che mira a controllare le crisi epilettiche.
La scelta dei farmaci anticonvulsivanti dipende sia dal tipo di crisi che coinvolgono il soggetto, sia dalle caratteristiche del soggetto (es: età, sesso ecc.)

Esistono diverse categorie di farmaci per il trattamento della patologia:

  •   gli antiepilettici di prima generazione, spesso usati come farmaci di prima scelta;
  •   antiepilettici di seconda generazione tollerabili e sicuri soprattutto per pazienti anziani e donne in età fertile
  •   antiepilettici di terza generazione, nelle terapie combinate

Tuttavia, vi sono dei soggetti farmacoresistenti. Questo termine indica che il soggetto continua ad avere crisi pur avendo provato almeno due farmaci specifici e somministrati alla massima dose per un adeguato periodo di tempo. Nonostante l’introduzione di farmaci antiepilettici di nuova generazione, circa il 30% circa dei pazienti risulta farmaco-resistente.

È proprio in questi casi che è possibile utilizzare la terapia dietetica che migliora il controllo delle crisi epilettiche: la dieta chetogenica.

Dieta per epilessia: la dieta chetogenica

Secondo uno studio della McGill University del 2019, la dieta chetogenica ricca in grassi permette una riduzione delle crisi epilettiche fino all’85% dei casi. Inoltre, più precoce è l’inizio del trattamento con la dieta chetogenica maggiore è la possibilità di successo della terapia dietetica per l’epilessia.

La dieta chetogenica è una dieta per l’epilessia farmacoresistente. Si tratta di un approccio dietetico che richiede uno stretto controllo medico perché è molto restrittiva e richiede un drastico cambiamento delle abitudini alimentari.

La dieta chetogenica è un regime alimentare particolare perché basato sull’induzione di uno stato metabolico chiamato chetosi, in cui il corpo utilizza principalmente grassi come fonte di energia anziché carboidrati, come avviene in uno stato metabolico fisiologico. I corpi chetonici sono prodotti dal fegato e sono: acetone, acetoacetato, D-Beta-idrossibutirrato – vengono utilizzati per «nutrire» il corpo che viene privato di glucosio.

Affinché il corpo raggiunga lo stato di chetosi è importante che si assumano adeguate quantità di grassi, un normale quantitativo di proteine (considerando sempre 1 g di proteine x kg di peso corporeo) e una piccolissima quantità di carboidrati.

La chetosi deve essere sempre misurabile e per questo motivo le persone con epilessia che seguono questo regime alimentare devono dosare i chetoni prodotti attraverso esami del sangue o delle urine.

Dieta chetogenica per epilessia: come indurre la chetosi?

Per indurre la chetosi è necessario rispettare diversi parametri:

1)   attenzione ai carboidrati

Tipicamente, la dieta chetogenica per l’epilessia consiglia di non superare 20 g di carboidrati totali al giorno. I carboidrati consumati nella dieta chetogenica devono provenire principalmente da verdure a basso verdi (insalata a foglia verde, broccoli, cavolfiori, zucchine). Questi alimenti sono indicati per l’epilessia perché seppur contengono pochi carboidrati forniscono una buona quantità di fibre, minerali e vitamine.

Attenzione anche agli zuccheri semplici. Nella dieta chetogenica, infatti, è fondamentale evitare pane, pasta, riso, dolci, bevande zuccherate e tutti gli alimenti processati che contengono zuccheri aggiunti.

Prestare attenzione ai carboidrati non è facile ma allo stesso tempo indispensabile perché solo così è possibile garantire al corpo uno stato di chetosi costante e duraturo e quindi a ritardare l’insorgenza delle crisi epilettiche.

Inoltre, è possibile che alcuni alimenti abbiano, tra gli ingredienti, dei carboidrati nascosti (sciroppi di glucosio e fruttosio utilizzati come additivi alimentari) per cui è fondamentale leggere e interpretare nel modo corretto le etichette nutrizionali

2)   monitorare la quantità dei grassi

Gli alimenti fonte di grassi sono i veri protagonisti della dieta per l’epilessia. Essi costituiscono la maggior parte delle calorie nella dieta chetogenica, spesso fino al 70-80% dell’apporto calorico totale. Ma i grassi non sono tutti uguali, quindi, vanno selezionati in base alla qualità nutrizionale.

La dieta chetogenica, infatti, incoraggia l’assunzione di grassi insaturi presenti in alimenti come avocado, noci, semi, e formaggi grassi, pesci grassi (come salmone e sgombro) e carne grassa.

È importante variare le fonti di grassi per garantire un adeguato apporto di acidi grassi omega-3 e omega-6, così come di vitamine liposolubili (vitamine A, D, E e K)

Sebbene non sia semplice seguire questo regime dietetico, la peculiare presenza di grassi rende questo approccio molto saziante e aiuta a percepire meno la sensazione di fame. Questo lo rende un regime dietetico utile anche per coloro che devono ridurre il peso corporeo

3)   non eccedere con il quantitativo di proteine

Al contrario di quanto si possa immaginare, la dieta chetogenica, sebbene escluda principalmente i carboidrati, non è una dieta iperproteica.

È molto importante non sottovalutare questo parametro perché le proteine in eccesso (superiore al 20% delle calorie totali) possono essere convertite in glucosio attraverso un processo chiamato gluconeogenesi, che potrebbe interferire con la chetosi. 

Qual è la dieta per epilessia?

Ma in pratica, quali pietanze può comprendere una giornata alimentare chetogenica? Vediamo un esempio:

Colazione: una porzione di yogurt greco intero accompagnato da una fetta di pane con burro e crema 100% frutta secca
Pranzo: una porzione di salmone cotto alla griglia accompagnato da zucchine grigliate
Cena: una porzione di frittata di spinaci accompagnata da un’insalata di pomodori e una piccola mela

Come spuntino può essere selezionata una porzione di grana padano oppure una porzione di frutta secca.

Per quanto tempo si può seguire questa dieta chetogenica per epilessia?

Non esiste una tempistica standard identica per tutti i soggetti ma l’alimentazione per l’epilessia deve essere monitorata costantemente per la valutazione dei rischi e dei benefici. Questo regime dietetico, essendo molto restrittivo non è esente da rischi ed effetti collaterali che possono rendere difficoltosa la compliance del paziente.

Si consiglia tuttavia di non superare i due anni di trattamento consecutivo anche in assenza di effetti collaterali importanti e di valutare periodicamente la possibilità di reinserimento dei principali alimenti della dieta mediterranea. L’obiettivo primario è sicuramente quello di ridurre la frequenza delle crisi epilettiche migliorando la qualità di vita dei pazienti.

 


Riferimenti bibliografici

  • Pierangelo Veggiotti et al.” The ketogenic diet for Dravet syndrome and other epileptic encephalopathies: An Italian consensus” Epilepsia 52 (Suppl.2): 83-89, 2011
  • Ketogenic diets for drug-resistant epilepsy, 2019 Nov 7;11
  • Cecilia Nascimento de Mendonça et al. Ketogenic diet in pharmacoresistant epilepsies: a clinical nutritional assessment. Arq Neuropsiquiatr. 2024