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Alimentazione per i diabetici di tipo 2

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L’alimentazione per i diabetici di tipo 2 è fondamentale nella gestione di questa patologia che secondo i dati ISTAT è in aumento nel nostro Paese. Nel 2020 si stimava ne soffrissero circa 3,5 milioni di persone. Analizzando le diverse aree geografiche, la diffusione era mediamente più bassa nelle Regioni del Nord-ovest (5,4%), del Nord-est (5,3%) e del Centro (5,5%), rispetto al Sud (7%) e a Sicilia e Sardegna (6,7%).

Il diabete è una patologia che può essere gestita efficacemente attraverso una corretta alimentazione. Oltre alle altre fondamentali strategie di gestione, le raccomandazioni nutrizionali possono contribuire significativamente al controllo dei livelli glicemici e alla riduzione del rischio di complicanze legate al diabete, migliorando così la qualità della vita dei pazienti.

Cos’è il diabete di tipo 2

Il diabete di tipo 2 è una condizione cronica che colpisce la capacità del corpo di utilizzare correttamente il glucosio (zucchero) come fonte di energia. Solitamente si sviluppa gradualmente nel corso degli anni. In genere, il diabete di tipo 2 si manifesta in età adulta, ma può verificarsi anche in giovane età. Alcuni fattori di rischio includono l’obesità, l’età avanzata, la mancanza di attività fisica e una dieta ricca di zuccheri e carboidrati raffinati. Le persone con diabete di tipo 2 possono avere cellule del corpo che non rispondono correttamente all’insulina prodotta dal pancreas (insulino-resistenza), oppure il pancreas non produce abbastanza insulina per mantenere la normale glicemia.

L’alimentazione per i diabetici di tipo 2

L’alimentazione per i diabetici di tipo 2 è una vera è propria terapia nutrizionale. È un elemento cruciale nella gestione della malattia e nel mantenimento della salute generale. Una terapia nutrizionale per diabetici ben strutturata può contribuire significativamente a mantenere i livelli di glucosio nel sangue entro limiti accettabili, prevenendo così le complicanze associate al diabete. Seguire una corretta alimentazione non solo migliora il controllo glicemico, ma aiuta anche a gestire il peso corporeo, ridurre il rischio di malattie cardiovascolari e migliorare il benessere complessivo. Per ottenere il massimo beneficio dalla dieta, è fortemente consigliato consultare un nutrizionista esperto in diabete. Un nutrizionista per diabetici è in grado di fornire indicazioni personalizzate che tengano conto non solo della patologia ma anche dello stile di vita, delle preferenze alimentari e della sostenibilità a lungo termine nel seguire un percorso dietetico per diabete.

La terapia nutrizionale per diabetici

Il Gruppo di Studio sul Diabete e la Nutrizione (DNSG) dell’Associazione Europea per lo Studio del Diabete (EASD) hanno recentemente pubblicato una revisione delle indicazioni nutrizionali del 2004, indicando tutte le strategie nutrizionali che possono essere messe in pratica per trattare questa patologia.
Si tratta di indicazioni basate sull’evidenza scientifica più aggiornata che i consigli nutrizionali giocano un ruolo fondamentale nella gestione del diabete di tipo 2, poiché possono migliorare i livelli glicemici e ridurre il rischio di sviluppare complicanze legate alla malattia. Accanto ad altri pilastri della terapia, come l’esercizio fisico regolare e l’assunzione corretta di farmaci, una dieta per diabetici di tipo 2 svolge un ruolo chiave nel garantire un controllo efficace della glicemia e nel migliorare la qualità della vita dei pazienti.

1. Controllo del peso

Le persone con diabete in sovrappeso od obese dovrebbero seguire trattamenti efficaci per raggiungere e mantenere un peso corporeo sano. In che modo? Controllando le Kcal giornaliere introdotte (Kcal/die) e mantenendo un peso costante nel tempo. Le Kcal/die possono essere stabilite solo da professionisti del settore e non è mai consigliato il “fai da te” in quanto potrebbe essere molto pericoloso.

2. Adeguato apporto di fibre

Cereali integrali, verdure, legumi, semi, noci e frutta intera dovrebbero essere incoraggiati come fonti di fibre alimentari.

La fibra è un nutriente prezioso per diabetici e non deve essere esclusa. Essa infatti svolge diverse funzioni nel controllo della patologia:

  1. fornisce una sensazione di sazietà più duratura e ha poche Kcal. Questo può aiutare le persone con diabete a gestire il loro peso corporeo, contrastando l’aumento di peso.
  2. rallenta l’assorbimento di zuccheri nel sangue aiutando a evitare un rialzo rapido di glucosio.
  3. regola l’insulina migliorando la sensibilità.

Carciofi, soia, pere, broccoli, cavolfiori sono alcuni alimenti ricchi in fibre che possono svolgere un ruolo benefico nella salute dei diabetici. Se l’apporto giornaliero non può essere garantito, un nutrizionista per diabetici potrà considerare l’uso di alimenti arricchiti di fibre o integratori di fibre specifici.

3. Attenzione agli zuccheri semplici

Gli zuccheri semplici sono molecole di zucchero che il corpo può assorbire rapidamente e significa che riescono ad aumentare molto rapidamente la glicemia. Per i diabetici è importante monitorare attentamente l’assunzione di zuccheri semplici per evitare picchi pericolosi nei livelli di zucchero nel sangue. Le linee guida suggeriscono di:

  • limitare il più possibile il consumo di succhi di frutta, caramelle, dolciumi e gelati
  • utilizzare i dolcificanti acalorici. I dolcificanti acalorici, come per esempio il sucralosio, sono indicati per i dibetici in quanto non vengono riconosciuti dall’organismo come zuccheri o carboidrati, perciò non aumentano gli zuccheri nel sangue.
Indice glicemico e carico glicemico

L’indice glicemico (IG) e il carico glicemico (CG) sono importanti nel controllo del diabete perché aiutano a valutare come diversi alimenti influenzano i livelli di zucchero nel sangue.

Cos’è l’indice glicemico

L’indice glicemico è una misura relativa che indica quanto velocemente un alimento aumenta i livelli di glucosio nel sangue. Viene misurato confrontando l’aumento della glicemia dopo il consumo di una quantità specifica di cibo contenente carboidrati, rispetto all’aumento della glicemia dopo il consumo della stessa quantità di glucosio o di pane bianco (che ha un IG di riferimento pari a 100). Gli alimenti vengono classificati in base all’indice glicemico in tre categorie:

  • Alti (IG 70 o più)
  • Medi (IG tra 56 e 69)
  • Bassi (IG 55 o meno)

tuttavia, non fornisce un quadro completo perché non considera la quantità di carboidrati presenti in una normale porzione di quel cibo.

Cos’è il carico glicemico?

Il carico glicemico è una misura che considera sia la qualità che la quantità di carboidrati in un determinato alimento. Tiene quindi conto sia dell’effetto del cibo sull’aumento della glicemia (indice glicemico) sia della quantità di carboidrati consumati. Gli alimenti vengono classificati in base al carico glicemico in tre categorie:

  • Bassi (CG 10 o meno)
  • Medi (CG tra 11 e 19)
  • Alti (CG 20 o più)

Alcuni cibi con un alto indice glicemico possono avere un basso carico glicemico se si consuma una piccola porzione. Al contrario, un alimento con un indice glicemico moderato può avere un alto carico glicemico se la porzione è grande. Quindi, il carico glicemico fornisce un’indicazione più precisa su come un alimento può influenzare i livelli di zucchero nel sangue nel contesto di una dieta quotidiana.

4. Grassi nella dieta

Per quanto riguarda l’apporto di grassi, è importante seguire le linee guida della dieta mediterranea. Gli alimenti che forniscono grassi dovrebbero provenire principalmente da fonti ricche di grassi mono e polinsaturi, come noci, semi e oli vegetali non tropicali e non idrogenati. Quando si riducono i grassi saturi, è consigliabile sostituirli principalmente con grassi polinsaturi di origine vegetale, che contengono sia acidi grassi n-6 che n-3, e grassi monoinsaturi presenti in noci, semi e oli vegetali non tropicali non idrogenati.

5. Diabete ed alcol

L’alcol può influenzare significativamente i livelli di zucchero nel sangue, comportando rischi specifici per le persone con diabete. Può influenzare la capacità del corpo di utilizzare l’insulina, l’ormone che regola i livelli di zucchero nel sangue, portando a variazioni imprevedibili nei livelli glicemici. Quando si consuma alcol, il fegato spesso smette di produrre glucosio, causando un effetto ipoglicemico iniziale. Tuttavia, una volta metabolizzato l’alcol, i livelli di glucosio nel sangue possono aumentare, portando a iperglicemia. Inoltre, può mascherare i sintomi di ipoglicemia, rendendo più difficile per una persona con diabete riconoscere quando i livelli di zucchero nel sangue sono pericolosamente bassi. Inoltre alcuni farmaci comunemente usati per trattare il diabete possono interagire negativamente con l’alcol, influenzando l’efficacia dei trattamenti e portando a complicazioni nella gestione del diabete.

Si consiglia quindi di consumare alcol con moderazione, preferibilmente durante i pasti, per ridurre il rischio di picchi glicemici o ipoglicemia. È fondamentale monitorare attentamente i livelli di zucchero nel sangue prima, durante e dopo il consumo di alcol.

Riferimenti bibliografici

  • Mann JI, De Leeuw I, Hermansen K, et al. Evidence-based nutritional approaches to the treatment and prevention of diabetes mellitus. Nutr Metab Cardiovasc Dis. 2004;14(6):373-394. doi:10.1016/j.numecd.2004.08.006
  • Diabetes and Nutrition Study Group (DNSG) e dalla European Association for the Study of Diabetes (EASD) – Evidence-based European recommendations for the dietary management of diabetes. 2023
  • Augustin LS, et al. “Dietary glycemic index, glycemic load, and incidence of type 2 diabetes mellitus: an umbrella review of meta-analyses.” PLoS One. 2018 Jul 30;13(7) DOI: 10.1371/journal.pone.0194127.

Atkinson FS, et al. “International tables of glycemic index and glycemic load values: 2021.” Diabetes Care. 2021 Jan;44(1):202-203. DOI: 10.2337/dc20-S015