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Le differenze tra allergia e intolleranza alimentare

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Intolleranza e allergia alimentare e non sono la stessa cosa. Essere intolleranti non significa essere allergici.Esse rappresentano due risposte del corpo agli alimenti consumati, ma si manifestano in modi diversi. Le reazioni allergiche possono variare da lievi a gravi e possono coinvolgere diversi sistemi del corpo, tra cui la pelle, il tratto respiratorio, il tratto gastrointestinale e, in casi estremi, il sistema cardiovascolare.Sebbene possano manifestare alcuni sintomi simili spesso vengono confuse.È molto importante comprendere le loro differenze fondamentali per saperle distinguere e gestire in modo corretto. Continua a leggere questo articolo per comprenderne i meccanismi e conoscere le differenze tra allergia e intolleranza alimentare e le più comuni.  

Le allergie alimentari

La definizione di allergia è fornita dalla American Academy of Allergy, Asthma & Immunology (AAAAI) e dalla European Academy of Allergy and Clinical Immunology (EAACI) le quali hanno definito l’allergia come:

“una reazione del sistema immunitario del corpo a sostanze estranee che normalmente non provocano una risposta nelle persone non allergiche. Queste sostanze, chiamate allergeni, possono includere polline, peli di animali, muffe, polvere, alimenti, farmaci e veleno d’insetto”

Un sinonimo di allergia è ipersensibilità, un termine che indica una sensibilità estrema del sistema immunitario a molecole o sostanze che per la maggior parte degli esseri umani sono completamente innocue.

Il corpo umano può rispondere alle allergie alimentari con una semplice dermatite o prurito oppure con manifestazioni più serie come difficoltà respiratorie. Le allergie possono essere ereditarie e possono svilupparsi in qualsiasi momento durante la vita di una persona. Sulla base di numerosi studi, l’allergia alimentare colpisce probabilmente quasi il 5% degli adulti e l’8% dei bambini, con un aumento della prevalenza nell’ultimo decennio.

La gestione delle allergie coinvolge spesso l’identificazione e l’evitamento degli allergeni alimentari, insieme a trattamenti farmacologici specifici per controllare i sintomi delle allergie.

Allergia alimentare: come si manifesta?

Le allergie alimentari si manifestano in modi diversi che possono variare da persona a persona e possono provocare sintomi lievi e/o gravi.

Si verificano quando il sistema immunitario reagisce in modo anomalo a specifici alimenti, identificandoli erroneamente come pericoli per il corpo e la salute.

Le allergie alimentari si manifestano con una reazione anomala che provoca una vasta gamma di sintomi che possono presentarsi immediatamente o entro poche ore dall’ingestione dell’allergene.

I sintomi comuni includono prurito, orticaria, gonfiore delle labbra o della gola o altre parti del corpo, rash cutanei che possono apparire come macchie rosse, difficoltà respiratorie caratterizzate da tosse, respiro sibilante e congestione nasale, vomito, diarrea o dolori addominali e persino anafilassi.

Questa è una reazione allergica grave e potenzialmente letale che richiede un intervento medico immediato. I sintomi possono includere difficoltà respiratorie, gonfiore della gola, abbassamento della pressione sanguigna, perdita di coscienza e altri. È fondamentale quindi prestare attenzione ai sintomi e consultare un medico in caso di reazioni allergiche significative.

L’elemento chiave che distingue l’allergia dall’intolleranza è che questa non è dose-dipendente quindi è sufficiente una piccola quantità dell’alimento scatenante per manifestarsi anche in modo grave. 

Cosa sono gli allergeni alimentari e come agiscono?

Le porzioni di alimento che sono in grado di scatenare una reazione anomala sono gli allergeni

Gli allergeni alimentari sono generalmente molecole di origine proteica presenti negli alimenti che possono scatenare una reazione allergica nelle persone sensibili. Il sistema immunitario le riconosce erroneamente come pericolose, innescando una risposta eccessiva (dermatite, orticaria, prurito da allergia o sintomi a carico del sistema respiratorio). Gli allergeni alimentari vengono riconosciuti dai linfociti (in particolare linfociti T) che si attivano, rilasciando molecole pro-infiammatorie che scatenano infiammazione e produzione di anticorpi IgE. Questi ultimi si legano agli allergeni presenti nel sangue o nell’intestino con rilascio di sostanze responsabili delle reazioni allergiche: istamina, leucotrieni e prostaglandine chiamate anche mediatori dell’infiammazione.

Allergie alimentari più comuni

Gli allergeni alimentari che possono causare le allergie si trovano in moltissimi alimenti differenti.
Ecco quali sono le allergie alimentari più comuni:

Arachidi

L’allergia alle arachidi è molto comune. Le cause esatte dell’allergia alle arachidi non sono completamente chiare, ma si ritiene che coinvolgano una combinazione di fattori genetici e ambientali.

Uova

Allergia alle uova è causata da proteine che si trovano nell’albume (la parte bianca dell’uovo) e il tuorlo (la parte gialla dell’uovo). Nell’albume si trovano Ovomucoide e Ovalbumina mentre nel tuorlo è presente la Livetina.

Queste proteine sono stabili durante la cottura, ma possono ancora causare reazioni allergiche nelle persone sensibili. Gli individui con allergie alle uova devono evitare non solo le uova crude o non completamente cotte, ma anche i prodotti che contengono uova, come torte, biscotti, salse e prodotti da forno. È importante leggere attentamente le etichette degli alimenti per individuare eventuali ingredienti derivati dalle uova.

Latte

Le proteine responsabili dell’allergia al latte sono 2: la caseina e le proteine del siero del latte. La prima è la principale proteina presente nel latte ed è la maggiore responsabile delle reazioni allergiche. Le proteine del siero del latte sono la beta-lattoglobulina, l’alfa-lattoalbumina, la proteina del siero di latte (lattoglobulina) e altre proteine minori. Anche se meno comuni come causa di allergie al latte rispetto alla caseina, le proteine del siero del latte possono scatenare reazioni allergiche in alcune persone sensibili, anche in modo grave.

Grano

L’allergia al grano può causare sintomi gastrointestinali come gonfiore e diarrea, oltre a sintomi cutanei come prurito e orticaria.L’allergia al grano non è da confondersi con la celiachia, in quanto quest’ultima è una patologia autoimmune

Crostacei

Gli allergeni responsabili dell’allergia ai crostacei (come gamberetti, aragoste e granchi) possono scatenare reazioni allergiche gravi, con sintomi che includono prurito, orticaria, gonfiore e difficoltà respiratorie. Le persone con allergie ai crostacei devono evitare completamente il consumo di crostacei e di prodotti che potrebbero contenere tracce di crostacei. Questi includono piatti a base di crostacei, zuppe, salse, condimenti, piatti pronti e altri prodotti alimentari contenenti crostacei o tracce di crostacei.

Soia

L’allergia alla soia è una reazione del sistema immunitario alle proteine presenti nella soia: la glicoproteina beta-congiuntina è considerata uno degli allergeni più potenti della soia.

Futta a guscio

Noci, nocciole, mandorle e altra frutta a guscio sono allergeni comuni che possono provocare reazioni gravi nelle persone sensibili. Negli ultimi decenni, le allergie alimentari, comprese quelle alle noci e alla frutta a guscio, sono aumentate significativamente in tutto il mondo, in particolare nei paesi occidentali. Le ragioni di questo aumento non sono del tutto chiare, ma possono includere fattori ambientali, cambiamenti nella dieta e miglioramenti nella diagnosi

 

Diagnosi e trattamento delle allergie alimentari

La ricerca degli allergeni alimentari è un passo cruciale per coloro che soffrono di allergie alimentari. Questo processo coinvolge diversi esami per identificare gli allergeni specifici che scatenano le reazioni allergiche.

Qyesti test comprendono:

  • Test cutanei: Viene applicato un piccolo campione di allergene sulla pelle e viene valutata la reazione cutanea
  • Test delle IgE: Misurano i livelli di anticorpi IgE specifici per l’allergene nel sangue.
  • Test di provocazione orale: Si somministra gradualmente l’allergene sospetto sotto supervisione medica e si monitorano le eventuali reazioni.

Una volta identificati gli allergeni,l’ unico trattamento che può essere effettuato dal soggetto allergico è l’evitamento completo degli allergeni alimentari.

Non è sufficiente escludere dall’alimentazione l’allergene ma è importantissimo valutare la presenza di eventuali contaminazioni, anche involontarie.

Le intolleranze alimentari

Le intolleranze e le allergie alimentari possono entrambe influenzare la qualità della vita delle persone, ma hanno cause e meccanismi sottostanti differenti.

Anche le intolleranze alimentari sono reazioni avverse all’ingestione di alcuni alimenti ma presentano una caratteristica precisa che le differenzia dalle allergie: non sono mediate dal sistema immunitario ma sono causate da una mancanza di specifici enzimi dedicati alla digestione degli alimenti o da problemi metabolici che impediscono la corretta digestione o assorbimento degli alimenti.

Inoltre, le intolleranze alimentari possono essere causate non solo da proteine ma anche da altre molecole presenti negli alimenti, come zuccheri, fibre o grassi alimentari, additivi (come solfiti)

Questi elementi possono provocare sintomi gastrointestinali come gonfiore addominale, crampi, diarrea, nausea e mal di stomaco. Le intolleranze alimentari, benché possano essere invalidanti e di difficile gestione, fortunatamente non possono provocare shock anafilattico, quindi risultano essere meno pericolose delle allergie alimentari.

Ma cosa provocano le intolleranze alimentari?

Le intolleranze alimentari possono provocare una vasta gamma di sintomi che possono variare da persona a persona.

I sintomi di un’intolleranza alimentare si manifestano principalmente a livello gastrointestinale, ma possono anche includere sintomi come mal di testa, affaticamento e irritabilità. Questi sintomi possono verificarsi dopo il consumo di alimenti specifici e possono variare in intensità e durata. A differenza delle allergie i sintomi delle intolleranze possono apparire più gradualmente e manifestarsi anche dopo alcuni giorni dall’assunzione dell’alimento che l’ha generata.

L’intolleranza più comune: intolleranza al lattosio

L’intolleranza che genera maggiormente disturbi di tipo gastro intestinale è l’intolleranza al lattosio, lo zucchero del latte. Questa è un’intolleranza sempre più comune, si pensa che ne soffrano il 10% degli adulti e il 13% dei bambini ma circa il 40% della popolazione è predisposta ad avere l’intolleranza al lattosio.

In questa tipologia di intolleranza è assente l’enzima intestinale lattasi, protagonista principale della digestione del lattosio in due monosaccaridi (glucosio e galattosio). Se il lattosio non viene scisso nelle sue due molecole principali rimane nel tratto digerente e può essere fermentato dai batteri presenti nel colon. Durante questo processo di fermentazione, vengono prodotti gas, inclusi idrogeno, metano e anidride carbonica responsabili di gonfiore, flatulenza e crampi addominali.

Diagnosi e trattamento delle intolleranze alimentari

Non trattandosi di reazioni mediate dal sistema immunitario è molto complesso diagnosticare la maggior parte delle intolleranze alimentari.
Per esempio per diagnosticare un’intolleranza alla segale, alle uova o agli spinaci o altri alimenti generici non esiste ad oggi un test validato dalla comunità scientifica. L’unica intolleranza diagnosticabili con test validato scientificamente è quella al lattosio. Il test principale è il breath test, in cui il paziente beve una soluzione di lattosio e il breath test misura la quantità di idrogeno esalato, poiché il lattosio non digerito viene fermentato dai batteri intestinali producendo idrogeno.

Per tutte le altre intolleranze alimentari, si elimina l’alimento sospetto dalla dieta per un certo periodo, si monitorano i sintomi e quindi si reintroduce gradualmente per valutare la risposta.

In alternativa possono essere utilizzati degli integratori enzimatici che migliorano la digestione degli alimenti.

Le intolleranze possono essere transitorie quindi è bene reinserire gli alimenti gradualmente e sotto la guida del medico o del nutrizionista.

 

La gestione delle allergie e delle intolleranze alimentari richiede una precisa attenzione alla dieta, all’ambiente e alla gestione dei sintomi. Consultare sempre un medico o un allergologo per una diagnosi accurata e un piano di trattamento personalizzato è fondamentale per non condurre diete di esclusione che possono causare, con il tempo, carenze nutrizionali importanti.

 


Riferimenti bibliografici

  • PSicherer, S. H., & Sampson, H. A. (2014). Food allergy: Epidemiology, pathogenesis, diagnosis, and treatment. Journal of Allergy and Clinical Immunology, 133(2), 291-307
  • Gargano D, Appanna R., Santonicola A., et al. (2021) Food Allergy and Intolerance: A Narrative Review on Nutritional Concern. Nutrients 13;13(5):1638. doi: 10.3390/nu13051638.
  • FNOMCeO. Allergie e intolleranze alimentari. 20202024
  • Istituto Superiore di Sanità. Intolleranze alimentari: come riconoscerle