ePrivacy and GPDR Cookie Consent by TermsFeed Generator

Impegnati per una vita più sana

Cerca
Close this search box.

Problematiche alimentari: scopriamo cosa sono i DCA 

Contenuti

Si dice che i DCA siano “malattie dell’anima”… questo concetto è una metafora che viene utilizzata per descrivere disturbi mentali, emotivi o psicologici, compresi i Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA). Tuttavia, è importante notare che questa espressione può essere interpretata in modi diversi da persone diverse e non riflette necessariamente il modo in cui la comunità medica o scientifica descrive questi disturbi. I disturbi del comportamento alimentare coinvolgono una complessa interazione tra fattori biologici, psicologici, sociali e ambientali. Essi non sono semplicemente “malattie dell’anima”, ma condizioni complesse che richiedono un trattamento interdisciplinare che coinvolge professionisti della salute mentale, medici, dietisti e altri specialisti.Trattare nel modo corretto queste problematiche alimentari non è semplice, scopriamo insieme il perché. 

Problematiche alimentari: quali sono i disturbi della nutrizione e dell’alimentazione

“I disturbi della nutrizione e dell’alimentazione sono caratterizzati da un persistente disturbo dell’alimentazione o da comportamenti collegati con l’alimentazione che determinano un alterato consumo o assorbimento di cibo e che danneggiano significativamente la salute fisica e il funzionamento psicosociale”.
Fonte: Dsm-5 (manuale diagnostico salute mentale)

I DCA si possono manifestare in diversi modi ma tutte meritano la stessa attenzione. 

L’anoressia nervosa

L’anoressia nervosa, è una restrizione estrema dell’assunzione di cibo, una percezione distorta del peso e della forma del corpo e una preoccupazione eccessiva per il peso e la forma corporea. 

Le persone con anoressia nervosa riducono significativamente l’assunzione di cibo, spesso limitando il numero di calorie consumate o eliminando interi gruppi alimentari. Possono essere ossessionate dal conteggio delle calorie o dalla scelta di cibi considerati “sicuri” o “sani”.

Possono sviluppare comportamenti ritualistici legati al cibo, come il taglio del cibo in piccoli pezzi, la pesatura frequente, l’evitamento dei pasti in pubblico o il consumo di cibi specifici in quantità minime.

Al fine di ridurre l’introito calorico si possono aggiungere dei comportamenti compensatori come: 

  1. aumento dell’attività fisica 
  2. utilizzo improprio e ingiustificato di lassativi o diuretici 
  3. vomito autoindotto 

Possono inoltre manifestarsi dei comportamenti ritualistici come: 

  1. tagliare il cibo in piccoli pezzi
  2. contare le calorie giornaliere dei piccoli pasti assunti 
  3. evitare di consumare il cibo in famiglia o più in generale in pubblico 

Le conseguenze dell’anoressia nervosa

Sottopeso estremo, affaticamento, debolezza muscolare, costipazione, disidratazione, problemi cardiaci, perdita di capelli, amenorrea (mancanza di ciclo mestruale nelle donne), problemi digestivi e altri disturbi 

Livelli di gravità dell’anoressia nervosa

Il livello di gravità dell’anoressia nervosa può essere valutato in prima battuta con il calcolo dell’Indice di Massa Corporea, ovvero mettendo in relazione il peso e l’altezza della persona 

  • Lieve: Indice di massa corporea ≥ 17 kg/m2
  • Moderato: Indice di massa corporea 16-16,99 kg/m2
  • Grave: Indice di massa corporea 15-15,99 kg/m2
  • Estremo: Indice di massa corporea < 15 kg/m2

Bulimia nervosa

La bulimia nervosa è caratterizzata da episodi di abbuffate. Durante gli episodi di abbuffata, le persone con bulimia consumano grandi quantità di cibo senza un equilibrio nutrizionale e in un breve periodo di tempo. Una caratteristica peculiare è quella di non badare alle caratteristiche organolettiche dell’alimento. La persona con bulimia può consumare cibi crudi, che normalmente dovrebbero essere consumati cotti, cibi ancora surgelati o addirittura rubati da altri. Si definisce abbuffata una condizione in cui:

  1. Mangiare in un determinato periodo di tempo (per es., un periodo di due ore), una quantità di cibo si che la maggior parte delle persone non sarebbe in grado di mangiare 
  2. Sensazione di non riuscire a smettere di mangiare o a controllare cosa o quanto si sta mangiando).

La persona con bulimia perde completamente il controllo durante l’abbuffata e questo genera un senso di inadeguatezza che la porta ad attuare dei comportamenti compensatori come vomito autoindotto o intenso esercizio fisico. Le abbuffate e le condotte compensatorie inappropriate si verificano entrambe in media almeno una volta alla settimana per 3 mesi.

Poiché le persone che soffrono di bulimia nervosa non sono quasi mai sottopeso è molto difficile da riconoscere. Per questo motivo si ritiene che i casi di bulimia nervosa siano sottostimati. 

Oggi inoltre non esiste un unico test per la diagnosi di bulimia e questo rende ancora più difficoltoso un trattamento tempestivo. 

Livelli di gravità della bulimia nervosa

 Il livello di gravità è valutato in base al numero di condotte compensatorie settimanali

  1. Lieve: Una media di 1-3 episodi di condotte compensatorie inappropriate per settimana
  2. Moderato: Una media di 4-7 episodi di condotte compensatorie inappropriate per settimana.
  3. Grave: Una media di 8-13 episodi di condotte compensatorie inappropriate per settimana.
  4. Estremo: Una media di 14 o più episodi di condotte compensatorie inappropriate per settimana.

Differenze tra bulimia nervosa e binge eating disorder

Gli episodi di abbuffata non si manifestano solo nei soggetti con bulimia nervosa. Esiste un altro DCA noto per essere caratterizzato da episodi di abbuffata, ma con alcune differenze. 

Vediamo le differenze tra bulimia nervosa e binge eating disorder

Comportamenti compensatori: la bulimia nervosa coinvolge comportamenti compensatori, come il vomito autoindotto o l’uso di lassativi, mentre nel disturbo da binge eating non ci sono comportamenti compensatori.

Percezione del controllo: le persone con bulimia nervosa spesso si sentono prive di controllo durante le abbuffate, mentre nel disturbo da binge eating possono anche avere difficoltà a controllare il loro comportamento alimentare, ma non si impegnano in comportamenti compensatori.

Peso corporeo: Le persone con bulimia nervosa mantengono spesso un peso corporeo normale o leggermente superiore al normale, mentre nel disturbo da binge eating le persone spesso sono sovrappeso od obese, e questo è dovuto dalla eccessiva quantità di cibo assunta 

Frequenza degli episodi: Nella bulimia nervosa, gli episodi di abbuffata e comportamenti compensatori avvengono almeno una volta alla settimana per tre mesi consecutivi, mentre nel disturbo da binge eating non è richiesto un criterio di frequenza specifico per la diagnosi.

Stress emotivo: Le persone con disturbo da binge eating possono sperimentare un’intensa tensione emotiva prima delle abbuffate, mentre nella bulimia nervosa questa tensione emotiva può essere alleviata temporaneamente dall’abbuffata, ma spesso è seguita da sensazioni di colpa e vergogna.

Queste differenze sono importanti per una diagnosi accurata e per la pianificazione del trattamento, poiché influenzano il modo in cui i professionisti della salute mentale affrontano e gestiscono i sintomi e le esigenze dei pazienti affetti da questi disturbi.

Altri disturbi della nutrizione e dell’alimentazione

Vi sono dei disturbi dell’alimentazione che non presentano sintomi importanti come quelli precedentemente citati ma non per questo devono essere sottovalutati.
Stiamo parlando di ortoressia, vigoressia e drunkoressia. 

L’ortoressia

L’ortoressia è un disturbo del comportamento alimentare caratterizzato da un’ossessione eccessiva per il cibo considerato “puro”, “sano” o “pulito”. Le persone affette da ortoressia possono concentrarsi in modo eccessivo sulla qualità, sulla composizione e sull’origine del cibo, evitando determinati alimenti che ritengono essere “non salutari” o “contaminati”. Questo può portare a restrizioni alimentari e a un’ansia eccessiva riguardo all’alimentazione, influenzando negativamente la qualità della vita e le relazioni sociali. 

La vigoressia

Nella vigoressia invece si presenta un’ossessione eccessiva per l’aspetto fisico e la muscolatura, accompagnata da comportamenti estremi per aumentare la massa muscolare e ridurre la percentuale di grasso corporeo. Le persone affette da vigoressia possono passare molto tempo in palestra, seguire diete rigide e utilizzare integratori o sostanze per aumentare la massa muscolare. 

La drunkoressia

Drunkoressia è invece un termine combina le parole “drunk” (ubriaco) e “orthorexia” (ortoressia) e viene utilizzato per descrivere un modello di consumo di alcol che coinvolge restrizioni alimentari eccessive per compensare le calorie consumate tramite l’alcol.

Le persone coinvolte in drunkoressia possono ridurre l’apporto calorico durante il giorno per “risparmiare” calorie per l’alcol, evitare pasti prima di bere o sostituire i pasti con l’alcol. Questo comportamento può portare a una serie di problemi di salute, tra cui disordini alimentari, dipendenza da alcol, problemi di salute mentale e danni fisici

Ognuno di questi disturbi del comportamento alimentare ha un focus diverso, ma tutti possono avere gravi conseguenze sulla salute fisica e mentale. È importante riconoscere i segni e i sintomi di questi disturbi e cercare supporto professionale per il trattamento e il recupero. L’intervento precoce e il sostegno adeguato possono aiutare a prevenire complicazioni gravi e favorire il benessere a lungo termine.

DCA: sintomi

I segnali che possono suggerire la presenza di disturbi del comportamento alimentare possono variare da persona a persona e possono essere sia fisici che comportamentali, emotivi o sociali. Ecco alcuni segnali che potrebbero indicare la presenza di un disturbo del comportamento alimentare:

Modifiche dello stile di vita

La dieta, il peso, il cibo, la cucina diventano l’argomento centrale di ogni discussione, quindi diventano un pensiero continuo nella persona affetta da DCA. Di conseguenza, sopratutto nei casi di bulimia nervosa e anoressia nervosa, la persona risulta ossessionata dal peso corporeo si pesa tutti i giorni anche più volte al giorno. 

Da un punto di vista della socialità la persona che soffre è spesso depressa. Tende ad isolarsi ed evitare le situazioni conviviali con isolamento sociale e familiare. 

Può accadere, soprattutto quando il peso cala molto velocemente, che la persona con anoressia senta maggiormente freddo e tende ad utilizzare indumenti coprenti e molto pesanti, anche senza oggettiva necessità. Al contrario, se decide di aumentare il dispendio energetico potrebbe vestirsi molto più leggero, soprattutto in inverno. 

Da un punto di vista psicologico, quando riesce a seguire la dieta preimpostata, prova un senso di benessere con aumento di autostima e al contrario, si sente in colpa quando ritiene di aver mangiato troppo. Ecco che, ancora una volta, si comprende quando questo disturbo sia di tipo mentale e non solo nutrizionale.
La nutrizione e l’alimentazione sono solo la punta dell’iceberg del grande mondo dei disturbi della nutrizione e alimentazione. 

Trattamento dei disturbi del comportamento alimentare

l trattamento dei disturbi del comportamento alimentare (DCA) è sicuramente molto complesso e richiede un approccio multidisciplinare, coinvolgendo spesso una combinazione di interventi medici, terapie psicologiche, nutrizionali e, in alcuni casi, farmacologiche. 

 Prima di tutto occorre effettuare una valutazione medica che serve per identificare le complicazioni fisiche associate al DCA, come disidratazione, squilibri elettrolitici, sottopeso, disturbi gastrointestinali e problemi cardiaci. La stabilizzazione medica è spesso la prima priorità per garantire la sicurezza del paziente.

Una volta garantita la sicurezza del paziente si procede con la terapia nutrizionale e psicologica. La terapia nutrizionale coinvolge un dietista o un nutrizionista per disturbi alimentari . Lo scopo della terapia nutrizionale è ripristinare un rapporto sano con il cibo, educare il paziente sui principi della nutrizione equilibrata e sviluppare una guida nutrizionale che soddisfi le esigenze nutrizionali del paziente. 

La psicoterapia per disturbi del comportamento alimentare, come la psicoterapia cognitivo-comportamentale (TCC) mira a identificare e modificare i pensieri distorti e i comportamenti disfunzionali associati al cibo, al peso e all’immagine corporea. Può aiutare il paziente a sviluppare abilità per affrontare lo stress, gestire le emozioni in modo più sano e sviluppare strategie alternative per affrontare le sfide quotidiane.

Amici e familiari sono profondamente coinvolti e possono a loro volta soffrire molto ed essere stanchi, confusi e disorientati. La famiglia è il primo nucleo di relazioni e tutto ciò che siamo ha origine inevitabilmente dalla famiglia, nel bene e nel male. Per questo motivo è indispensabile seguire un percorso che coinvolga anche la famiglia. La terapia familiare può aiutare a migliorare la comunicazione familiare, ridurre il conflitto e fornire un sostegno emotivo al paziente e alla sua famiglia durante il percorso di recupero.

Chi soffre di disturbi del comportamento alimentare fatica a riconoscere il suo problema e a chiedere aiuto, con sentimenti spesso ambivalenti.Va sottolineata quindi ancora una volta l’importanza cruciale di un intervento tempestivo riconoscendo che, anche se non è possibile forzare una persona a farsi aiutare, il supporto precoce può fare la differenza nel percorso di recupero e nella riduzione del rischio di complicazioni gravi.

 


Riferimenti bibliografici

  • Ministero della salute 2017 CONOSCERE, AFFRONTARE, VINCERE I DISTURBI DELLA NUTRIZIONE E DELL’ALIMENTAZIONE Per vivere in armonia il rapporto con cibo, corpo, emozioni Anoressia, Bulimia…e non solo
  • Hay, P. (2020). Current approach to eating disorders: a clinical update. Internal Medicine Journal, 50(1), 24–29.
  • Dalle Grave, R., Sartirana, M., & Calugi, S. (2020). Disturbo da binge-eating – Un update. IJEDO, 2, 29-40. doi:10.32044/ijedo.2020.06 Full Text.
  • Dalle Grave, R., Banderali, A., Campagna, S., Camporese, L., Filardo, D., Iarrera, F., . . . Calugi, S. (2019). Position Paper – AIDAP: Trattamenti psicologici basati sulle prove e non trattamenti eclettici multidisciplinari come primo approccio ai disturbi dell’alimentazione.IJEDO, 1(4), 29-33. doi: doi:10.32044/ijedo.2019.04 Full Text
  • Brandt, H. A., & Crawford, S. F. (2019). Eating Disorders 2018: New Insights in Diagnosis, Research, and Treatment. Psychiatric Clinics of North America, 42(1), xiii–xv. https://doi.org/10.1016/j.psc.2018.11.001