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Reflusso gastroesofageo: cibi da evitare

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Il reflusso gastroesofageo è una condizione determinata dalla risalita del contenuto gastrico dallo stomaco che causa numerosi fastidi come dolore e bruciore di stomaco, rigurgito acido e dolore dietro lo sterno. Quando si parla di patologie che interessano l’apparato digerente non possiamo non considerare la dieta come parte integrante del trattamento.

Vi sono infatti alcuni alimenti che influenzano la patologia e talvolta aggravando i sintomi; pertanto, devono essere evitati nella dieta quotidiana. Continua a leggere per conoscerli meglio!

Malattia da reflusso gastroesofageo

La malattia da reflusso gastroesofageo è una condizione in costante aumento che colpisce circa il 30% della popolazione mondiale, coinvolgendo le persone di tutte le fasce di età e di entrambi i sessi.

La malattia da reflusso può insorgere a qualsiasi età, anche se i soggetti maggiormente colpiti hanno più di 50 anni.

In alcuni casi, un’eccessiva frequenza degli episodi di reflusso, può causare un’infiammazione dell’esofago (o esofagite da reflusso) e delle vie aeree superiori.

Il reflusso gastroesofageo tende inoltre a recidivare quindi, oltre alla terapia medica prescritta, è necessario associare uno stile di vita sano ed un’alimentazione mirata e personalizzata.

Molti studi scientifici hanno dimostrato che il reflusso esofageo è una condizione comune nei soggetti sovrappeso e obesi e la riduzione del peso corporeo si è dimostrato il primo intervento determinante per la risoluzione della patologia.

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In che modo il peso corporeo favorisce la comparsa del reflusso gastrico?

La causa è soprattutto l’eccesso di adiposità addominale che genera una pressione sullo stomaco che favorisce la risalita del contenuto acido verso l’alto

Perdere peso tuttavia non è sufficiente per determinare la scomparsa del reflusso e dei sintomi correlati. Le indicazioni dietetiche per il trattamento del reflusso gastroesofageo prevedono la riduzione e l’evitamento di alcuni cibi che hanno un’azione negativa sullo stomaco. Alcuni alimenti,assunti singolarmente o in associazione ad altri possono peggiorare notevolmente i sintomi, peggiorando la condizione del reflusso.

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Reflusso gastrico o esofagite: i cibi “vietati”

Premessa: le informazioni dietetiche riportate di seguito non sostituiscono il parere di uno specialista in Scienze dell’Alimentazione, il cui intervento è necessario per la personalizzazione della terapia nutrizionale mirate alla risoluzione della patologia e ridurre il rischio di carenze nutrizionali. 

I cibi nemici del reflusso e quindi da evitare sono i seguenti:

  • alimenti grassi, soprattutto di origine animale: burro, carni grasse, cibi fritti e intingoli, salse e formaggi (ad alto contenuto di grassi e stagionati);

Questi alimenti richiedono lunghi tempi di digestione e rallentano lo svuotamento gastrico. Le proteine invece aumentano la produzione di acido;

  • peperoncino, pepe, paprika e zenzero tutti i cibi piccanti: aumentano gli episodi di bruciore retrosternale;
  • cibi molto caldi o molto freddi: la temperatura troppo calda o fredda favorisce i rigurgiti. Attenzione al brodo di carne: oltre ad essere consumato caldo è ricco di grassi quindi permane troppo tempo nello stomaco prima di essere completamente digerito;
  • bevande gassate (compresa l’acqua gassata): presenza di gas che causano gonfiore;
  • bevande alcoliche: vino, birra e liquori andrebbero sempre limitato a causa dei loro effetti negativi sulla salute. A livello gastrico, la presenza di alcol causa irritazione, rallenta la digestione e aumenta la secrezione acida;
  • caffè (anche decaffeinato): causa un’aumentata secrezione di succhi gastrici e rilassa la muscolatura dello stomaco, facilitando la risalita acida nell’esofago. Le sostanze responsabili di questo effetto sono presenti anche nel tè che deve essere anch’esso evitato in caso di reflusso;
  • menta: come il caffè, esercita un effetto rilassante sulla muscolatura dello stomaco, peggiorando il reflusso. Attenzione anche alle caramelle che contengono menta perchè possono aumentare l’acidità e il reflusso;
  • chewing-gum: masticare continuamente chewing-gum porta ad ingerire tanta aria nello stomaco, che indirettamente favorisce il reflusso;
  • cioccolato: ricco di grassi e di zuccheri che rallentano la digestione e contiene componenti che irritano le pareti dello stomaco
  • alimenti combinati: evitare l’associazione di proteine differenti (es.formaggio e legumi,oppure uova e pesce) ma preferire ad ogni pasto un solo gruppo alimentare.

“E il latte?”

Il latte è un alimento che comunemente viene ritenuto pericoloso per il reflusso gastrico. In realtà l’effetto sul reflusso dipende dalla tipologia di latte assunto.

Il latte scremato (ovvero privato della gran parte di grassi naturalemente presenti) non è controindicato nelle condizioni di reflusso perchè essendo un cibo alcalino, neutralizza l’acidità gastrica.

Episodi di reflusso associati al latte, possono essere dovuti invece al consumo di latte intero, ricco di proteine, grassi e calcio che stimolano l’acidità gastrica.

In ogni caso l’effetto di determinati cibi qui descritti, può variare da individuo a individuo, quindi è consigliabile tenere un diario alimentare per annotare e identificare quali cibi causano maggiori fastidi e quindi da evitare nelle situazioni di reflusso.

Buone abitudini a tavola per chi soffre di reflusso gastroesofageo

Alle buone abitudini a tavola devono essere associate delle regole comportamentali per migliorare rapidamente il reflusso.

Primo fra tutti: il tempo da dedicare al pasto. La digestione inizia dalla bocca quindi è molto importante mangiare lentamente. Questo permette agli alimenti di essere digeriti adeguatamente nello stomaco. Al contrario, se si mangia troppo veloce, senza masticare adeguatamente, si ingeriscono interi bocconi di cibo che causano una pienezza gastrica precoce con rallentamento della digestione. Mangiando molto velocemente, inoltre, si ingerisce una grande quantità d’aria che causa gonfiore e difficoltà a digerire.

Il pasto, poi, non deve essere consumato immediatamente prima dello sforzo fisico. Fare attività fisica subito dopo mangiato causa un aumento della pressione nello stomaco.

Attenzione poi a non coricarsi prima di 2-3 ore dopo il pasto, perché la posizione orizzontale facilita la risalita del cibo.

Ultima, ma non per importanza: l’astensione dal fumo di sigaretta! Il fumo esercita un’azione irritante sulle mucose, rendendole più suscettibili all’attacco dell’acido e esacerbando i sintomi del reflusso gastrico già presenti.

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Bibliografia

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